Con l’arrivo dell’estate aumentano i consumi elettrici, soprattutto per l’utilizzo di condizionatori e sistemi di raffrescamento.
Questo maggiore carico sulla rete può provocare blackout anche di lunga durata, causando disagi sia alle famiglie sia alle attività commerciali.

Quello che molti utenti non sanno è che, quando l’interruzione dell’energia supera determinati limiti stabiliti dalla normativa, è previsto un rimborso automatico direttamente in bolletta. Non è necessario presentare alcuna domanda: il riconoscimento economico avviene in modo automatico secondo le regole fissate dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA).
Dopo quante ore senza corrente scatta il rimborso
Le tempistiche che fanno scattare l’indennizzo cambiano in base alle dimensioni del Comune interessato dal blackout.
Per i Comuni con oltre 5.000 abitanti il diritto al rimborso nasce quando l’interruzione supera le 8 ore consecutive.
Nei Comuni con meno di 5.000 residenti, invece, la soglia sale a 12 ore consecutive.
La normativa tiene conto anche delle interruzioni ravvicinate. Se la corrente viene ripristinata ma salta nuovamente entro un’ora, i due blackout vengono considerati come un unico episodio continuo. In questo modo si evita che brevi riattivazioni possano interrompere il conteggio delle ore necessarie per ottenere l’indennizzo.
Quanto spetta ai clienti domestici
Per le utenze domestiche alimentate in bassa tensione è previsto un importo iniziale pari a 34,50 euro.
A questa cifra si aggiungono 17,25 euro per ogni ulteriore periodo di quattro ore oltre la soglia prevista dalla normativa. L’importo cresce quindi in maniera progressiva, fino al limite massimo calcolabile su un’interruzione complessiva di 240 ore.
Per le imprese e le utenze alimentate in media tensione gli importi riconosciuti sono generalmente più elevati, considerando il maggiore impatto economico che un blackout può avere sull’attività lavorativa.
Come viene accreditato il rimborso
Uno degli aspetti più favorevoli per i consumatori riguarda la procedura di pagamento.
Non è necessario inviare richieste, compilare moduli o presentare reclami. Dopo aver verificato la durata dell’interruzione, il distributore comunica l’importo spettante al fornitore di energia, che lo accredita automaticamente nella prima bolletta disponibile.
Il cliente, quindi, non deve svolgere alcuna pratica amministrativa per ottenere quanto previsto dalla regolazione.
Rimborso automatico e risarcimento danni: non sono la stessa cosa
L’indennizzo automatico serve esclusivamente a compensare il disagio causato dalla prolungata assenza di energia elettrica.
Diverso è il caso dei danni materiali provocati dal blackout o da eventuali sbalzi di tensione. Elettrodomestici danneggiati, alimenti deteriorati, merce andata a male o perdite economiche subite da negozi e aziende non rientrano nell’indennizzo automatico.
Per ottenere il risarcimento di questi danni è necessario avviare una procedura specifica nei confronti del distributore, dimostrando con documentazione adeguata il danno subito e il collegamento diretto con l’interruzione del servizio.
La richiesta di Assoutenti: servono interventi più efficaci
Negli ultimi mesi Assoutenti ha chiesto ad ARERA l’apertura di un tavolo tecnico con distributori, società di vendita, rappresentanti delle imprese e associazioni dei consumatori.
L’obiettivo è predisporre un piano straordinario per affrontare i blackout estivi, sempre più frequenti durante i periodi di caldo intenso, migliorando la continuità del servizio e valutando sistemi di indennizzo ancora più efficaci rispetto a quelli attualmente previsti.
L’associazione ha inoltre evidenziato la necessità di investire nel potenziamento delle infrastrutture elettriche e dei sistemi di accumulo, così da ridurre le criticità della rete e limitare anche gli sprechi di energia prodotta dagli impianti fotovoltaici.
Cosa ricordare
Se un blackout supera le soglie previste dalla normativa, il cliente ha diritto a un indennizzo economico che viene riconosciuto automaticamente in bolletta. La durata dell’interruzione, il tipo di utenza e la dimensione del Comune determinano l’importo spettante, mentre eventuali danni materiali richiedono una richiesta di risarcimento separata e adeguatamente documentata.


